Chi non fa questo mestiere immagina che il lavoro del videografo sia tutto luce, inquadratura e momento giusto. Ed è vero — ma è solo metà del film. L'altra metà si ascolta. E per anni, in mezzo a tutto quello a cui un videografo deve stare attento durante un matrimonio — la luce che cambia, gli sposi da inseguire senza farsi notare, il momento del sì che non si ripete — c'era un'altra cosa a cui dovevo pensare, ed era una delle più stressanti: i livelli dell'audio.

Il problema dell'audio "normale"

Un matrimonio non ha una sola fonte sonora: c'è la voce sottile del prete in una chiesa di pietra che rimbomba, c'è l'impianto del DJ che al momento del taglio della torta spara a volume alto, c'è il testimone che urla il discorso in un microfono a mano tenuto troppo vicino alla bocca. Con l'audio digitale "tradizionale" devi decidere il livello di registrazione prima che il suono arrivi: troppo basso, e resta un fruscio di fondo che in post-produzione non se ne va; troppo alto, e il suono clippa — si distorce in modo permanente, irrecuperabile. Non esiste un "riproviamo": il sì è stato detto una volta sola.

Il risultato, per anni, è stato questo: mentre cercavo di essere invisibile e discreto — la filosofia che racconto anche nella pagina Chi Sono — una parte della mia attenzione restava sempre incollata a un mixer, a una cuffia, a un ago che non doveva sforare. Energia mentale sottratta al racconto.

Cos'è il 32 bit float, spiegato semplice

L'audio a 32 bit float risolve il problema alla radice, cambiando il modo in cui il suono viene registrato. Invece di un "tetto" fisso oltre il quale il segnale si distorce per sempre, il formato float lavora con un margine di sicurezza enorme — decine di decibel di spazio in più sopra e sotto il livello registrato. In pratica: anche se in un momento di picco la forma d'onda sembra "clippata" a schermo, in fase di montaggio quel suono si può riportare a un volume corretto, pulito, senza rumore aggiunto e senza distorsione. Il livello non è più una decisione da prendere in un istante, col fiato sospeso durante la cerimonia: diventa una scelta creativa da fare con calma, in studio, settimane dopo.

Cosa cambia per me

Niente più occhi sul mixer, niente più regolazioni last-minute mentre l'organo suona. Posso restare quello che voglio essere davanti a voi: un ospite presente ma invisibile, con lo sguardo tutto sulla luce, sulle espressioni, sul momento — non su un misuratore di volume. E c'è un vantaggio in più, quasi assicurativo: se una fonte audio ha un problema imprevisto — un microfono troppo vicino a un altoparlante, un discorso urlato più del previsto — il margine del 32 bit float è quello che salva la ripresa.

L'investimento di quest'anno

Investo ogni anno una parte importante di quello che guadagno in attrezzatura — è il modo in cui garantisco a ogni coppia lo stesso livello di qualità, matrimonio dopo matrimonio. Quest'anno ho scelto di concentrare quell'investimento soprattutto sull'audio, con due strumenti pensati apposta per questo flusso di lavoro: i nuovi DJI Mic 3, microfoni wireless che registrano internamente in 32 bit float su ogni singolo trasmettitore — così anche in caso di interferenza sul segnale radio, la traccia di sicurezza resta pulita — e lo Zoom H4n, il registratore che porto sempre con me per catturare l'ambiente e la presa diretta con la stessa libertà di margine.

Cosa significa per voi

Vuol dire che il vostro sì, il discorso di vostro padre, la risata di vostra nonna e il brindisi del testimone non dipendono più da un livello impostato bene o male in una frazione di secondo. La tecnica migliore, l'ho scritto anche altrove, è quella che non si vede — e in questo caso nemmeno si sente: si sente solo il vostro matrimonio, come è stato davvero.

“Il suono giusto è quello che nessuno nota, finché non lo riascolta vent'anni dopo.”

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